Il paziente è un mondo, porta con sé la famiglia d’appartenenza, quella che si crea, partner e figli, ma anche quella che non è di sangue, la sua famiglia di viaggio come amici, ambiente di lavoro; a questo va aggiunta la sua realizzazione personale e professionale, le sue aspirazioni, desideri, sogni, passioni… tutto questo fa la sua salute e tutto questo va messo in conto in un percorso di cambiamento che serve a ripristinare un nuovo equilibrio.

La malattia è un campanello di allarme che la via è smarrita, che abbiamo perso la direzione verso cui la nostra anima aveva deciso di andare, per noi è un disagio, forse solo un modo maldestro di comunicare quando siamo sordi ai suoi richiami più dolci.